La transizione energetica non riguarda solo le fonti rinnovabili, ma anche la riqualificazione dei sistemi di consumo termico. Le PMI italiane, con impianti spesso obsoleti, affrontano inefficienze e costi elevati.
Materia Engineering supporta queste aziende con soluzioni come pompe di calore e terminali efficienti, riducendo i costi operativi.

Investire in impianti efficienti oggi significa contribuire agli obiettivi ambientali e migliorare il comfort termico.

La transizione energetica non è soltanto una questione di produzione da fonti rinnovabili, ma richiede anche un’attenta riqualificazione dei sistemi di consumo, in particolare quelli termici. Le PMI italiane, spesso caratterizzate da impianti installati decenni fa, fanno ancora largo uso di sistemi di generazione termica a combustione, ventilconvettori statici o terminali a radiatori, distribuzione idroniche prive o con scarsa coibentazione termica. Questi sistemi presentano limiti tecnici significativi in termini di efficienza, flessibilità e sostenibilità, oltre a costi di esercizio sempre crescenti.

Sistemi di generazione termica

I generatori termici a combustione, pur essendo stati lo standard per decenni, convertono l’energia del combustibile in calore con rendimenti tipici compresi tra 85% e 92% (per le versioni a condensazione). A questo si aggiungono perdite per distribuzione, regolazione poco precisa, assenza di modulazione e un’elevata inerzia termica. Inoltre, le emissioni locali di CO₂ e NOₓ rappresentano un fattore ambientale non trascurabile, soprattutto nei centri urbani o in aree produttive concentrate.

Le pompe di calore, in particolare quelle aria-acqua reversibili e modulanti, si affermano come alternativa tecnologicamente matura e ampiamente applicabile nel contesto industriale. Il loro principio di funzionamento permette di trasferire calore dall’aria esterna agli ambienti interni (e viceversa), con un consumo elettrico ridotto rispetto all’energia termica resa. Il coefficiente di prestazione (COP) stagionale di una moderna pompa di calore può attestarsi su valori tra 3,5 e 4,2, permettendo un risparmio energetico significativo rispetto ai generatori tradizionali a combustione, soprattutto in condizioni climatiche miti. Questo significa che per ogni kWh di energia elettrica consumata, la pompa di calore può restituire fino a 4,2 kWh di energia termica utile, riducendo drasticamente la spesa energetica annua e le emissioni indirette di CO₂, specialmente se alimentata da fonti rinnovabili o da impianti fotovoltaici aziendali

Dal punto di vista gestionale, i vantaggi sono molteplici:

Caso pratico

Materia Engineering ha seguito l’ammodernamento di un impianto termico presso un’azienda specializzata nella produzione di armadi elettrici industriali. Lo stabilimento comprendeva due macro-zone con caratteristiche molto diverse: un reparto produttivo (capannone da 1.000 m² con altezze importanti e presenza di macchinari) e un’area uffici di circa 300 m² con utilizzo continuativo. Il vecchio impianto termico era basato su una caldaia a gas da 200 kW e terminali a radiatori (zona uffici) e a ventilconvettori standard (zona produttiva).

La configurazione esistente presentava diversi punti critici: assenza di modulazione, forte dispersione nelle dorsali di distribuzione, tempi lunghi di messa a regime e gestione/produzione di raffrescamento per la stagione estiva demandato ai singoli impianti puntuali (split e pompa di calore mono installate in diverse epoche). I costi energetici annui per il solo riscaldamento superavano i 24.500 €, aggravati da manutenzioni obbligatorie e scarsa efficienza nei terminali.

Il progetto ha previsto:

Il costo totale dell’intervento è stato di circa 168.000 €, parzialmente coperto da Conto Termico e credito d’imposta del 40% per investimenti in efficienza energetica. L’impianto è entrato in funzione a inizio inverno e ha mostrato un’ottima risposta sia in termini di uniformità della temperatura che di riduzione dei consumi.

L’adozione del nuovo sistema ha consentito una riduzione della spesa energetica annua del 47%, con un costo complessivo per la climatizzazione sceso a circa 11.000 €/anno. Il risparmio netto è stato di oltre 13.000 € annui, per un tempo di ritorno dell’investimento stimato in poco meno di 4 anni. La possibilità di utilizzare lo stesso impianto per il raffrescamento ha inoltre permesso all’azienda di evitare ulteriori investimenti, con un miglioramento complessivo del comfort estivo, particolarmente apprezzato nella zona uffici.

Conclusioni


L’intervento descritto evidenzia come sia possibile affrontare concretamente la transizione energetica anche in ambito industriale, senza dover attendere soluzioni ancora lontane dalla piena disponibilità o particolarmente costose. L’efficientamento dei sistemi termici esistenti, attraverso l’adozione di pompe di calore e terminali ad alta efficienza, rappresenta una strategia tecnica solida, replicabile e con un impatto economico positivo immediato, oltre all’incremento del comfort termico per gli operatori.

Materia Engineering accompagna le PMI in tutte le fasi del processo, dall’analisi energetica iniziale alla progettazione, realizzazione e gestione degli incentivi. Investire oggi in impianti efficienti significa ridurre i costi, aumentare la competitività e contribuire in modo concreto agli obiettivi ambientali nazionali ed europei, verso il percorso della transizione energetica consapevole.

NOTA CONCLUSIVA DELL’ARTICOLO

La transizione energetica e la conseguente sostenibilità sono obbiettivi certamente ambiziosi, che comportano opere di convincimento morale, economico e trasformazioni sociali.

La sostenibilità è la proposizione di soddisfare le esigenze del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni.

Materia Engineering è nel futuro oggi!

Il contenuto è di proprietà di Materia Engeenering