L’ottimizzazione dell’uso dell’energia elettrica è strettamente legata a un progetto accurato degli impianti elettrici. Questo documento affronta il “Dimensionamento Elettrico” come uno strumento fondamentale per il risparmio energetico e la transizione verso soluzioni più sostenibili.

Il dimensionamento Elettrico come strumento progettuale

L’ottimizzazione dell’uso dell’energia elettrica dipende da un corretto progetto dell’impianto. Dopo aver trattato i temi dell’efficienza energetica, questa sezione affronta il “Dimensionamento Elettrico” come strumento progettuale per il risparmio e la transizione energetica. Accanto alle Norme Tecniche di prodotto e impianto/sicurezza, si aggiungono ora quelle di prestazione ed efficienza, come introdotto dalla nuova edizione della Norma CEI 64-8 (novembre 2024), che sintetizza le evoluzioni normative dal 2012. Pur non essendo sempre obbligatorie, tali norme definiscono livelli di prestazione richiesti dal cliente. L’adeguamento alle Norme Tecniche resta comunque obbligatorio per legge (L. 186/68, D.M. 37/08). L’efficientamento può avvenire sia su impianti esistenti, con interventi come LED e rifasamento, sia in fase di nuova progettazione, con soluzioni mirate alla riduzione dei consumi

Livello di efficienza

Introduciamo il livello di efficienza delle classi di efficienza di un impianto elettrico.

Per migliorare l’efficienza energetica (EE) è utile adottare sistemi di misura e audit energetici, sovradimensionare i conduttori per ridurre le perdite, scegliere trasformatori efficienti e adeguati al carico, installare corretti sistemi di rifasamento tenendo conto delle armoniche, ottimizzare il baricentro elettrico della distribuzione, dimensionare correttamente gli impianti fotovoltaici in base agli autoconsumi e pianificare una manutenzione preventiva per evitare sprechi e guasti.

Ambiti domestici

In generale non sono richieste particolari attenzioni, se non ad esempio a livello manutentivo la semplice pressione sul pulsante di “test” delle protezioni differenziali o staccando il sezionatore/interruttore generale del centralino simulando l’assenza di rete e valutando l’accensione delle luci di sicurezza, specie nei livelli di prestazione 2 e 3 in accordo con la Tabella A di prestazione della sezione 3 della Norma CEI 64-8.

Ambiti commerciali e industriali

In tali ambiti gli interventi sono pressoché infiniti.

Una buona progettazione è conseguita se si affrontano le problematiche viste per aumentare l’EE.

Il progettista elettrico deve rispettare certamente la Norma Tecnica ma anche il portafoglio del cliente per quello che a progetto terminato sarà la conduzione dell’impianto.

Caso Pratico

Un’azienda industriale operante nella lavorazione del vetro piano, con annessi uffici e zona produttiva dotata di forni, macchinari per il taglio e molatura, compressori e sistemi HVAC, ha intrapreso un progetto di riqualificazione degli impianti elettrici con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e ridurre i costi operativi. L’intervento ha seguito i principi della nuova edizione della Norma CEI 64-8 (Novembre 2024), in particolare in riferimento alla sezione 8 sulla prestazione degli impianti. L’approccio ha previsto innanzitutto un audit energetico dettagliato, che ha identificato le principali fonti di inefficienza: sottodimensionamento delle linee di distribuzione (effetto Joule elevato), carichi squilibrati, assenza di rifasamento centralizzato e mancanza di monitoraggio continuo dei consumi. Tra gli interventi principali, si è proceduto al sovradimensionamento dei conduttori principali e secondari, riducendo le perdite di linea fino al 15%. È stato riprogettato il layout elettrico portando il baricentro elettrico più vicino alla zona a maggiore densità di carico (forni e taglio vetro), riducendo le tratte critiche. Inoltre, la cabina di trasformazione MT/BT è stata sostituita con un modello ad alto rendimento, e dotata di sistema di supervisione per monitorare tensioni, correnti, THD e fattore di potenza. Il nuovo sistema di rifasamento automatico a controllo digitale, progettato considerando la presenza di armoniche dovute a inverter e azionamenti elettronici, ha portato il fattore di potenza medio da 0,82 a 0,97, con un taglio significativo dei costi in bolletta (penali eliminate e riduzione delle perdite reattive).

Infine, è stato installato un impianto fotovoltaico da 180 kWp su tetto con logica di autoconsumo intelligente, coordinato con il profilo orario dei carichi produttivi. Nei primi 12 mesi, la quota di autoconsumo è stata del 72%, con un risparmio stimato in 42.000 €/anno, a fronte di un investimento rientrabile in meno di 4 anni. A livello manutentivo, è stato implementato un programma predittivo per i quadri e le linee critiche, tramite termografie periodiche e verifica delle protezioni. Questo ha evitato due fermi impianto per surriscaldamento, stimati in circa 18.000 € di mancata produzione.

L’intervento ha dimostrato come una buona architettura elettrica, progettata in base a criteri di efficienza e prestazione (non solo normativi), possa portare risparmi economici superiori al 20% sui costi energetici complessivi e aumentare l’affidabilità produttiva, contribuendo concretamente alla transizione energetica.

Conclusioni

Materia Engineering, grazie alla propria competenza tecnica e alla capacità di analisi dettagliata dei sistemi impiantistici esistenti, è in grado di individuare criticità, proporre soluzioni mirate e progettare interventi ad alto valore aggiunto. L’obiettivo non è solo l’adeguamento normativo, ma una vera e propria ottimizzazione che abbracci l’intero ciclo di vita dell’impianto: dalla diagnosi energetica alla progettazione, fino alla gestione e manutenzione.

Attraverso questo approccio, Materia Engineering contribuisce attivamente al percorso delle aziende verso la transizione energetica, assicurando al contempo una maggiore sicurezza impiantistica, sostenibilità ambientale e competitività economica.

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